| L’Architettura Romana negli Anni ’30: Il Perché di un Convegno |
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| Scritto da Uria admin | ||||
| Venerdì 11 Novembre 2011 07:57 | ||||
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Abstract Intervento Arch. Giancarlo Sapio, URIA
L’URIA, costituita da Quintino Sella all’indomani della riunificazione di Roma all’Italia poiché intravide nel riassetto urbanistico della Capitale un momento qualificante per lo Stato italiano, ha sempre attivamente partecipato allo sviluppo della città e del suo territorio. Gli anni ‘30 sono stati caratterizzati da un’attività feconda ed originale e corrispondono a questo spirito numerosi interventi sia sul piano urbanistico che su quello architettonico. Si tratta di un contesto in cui si sviluppò una massiccia opera edilizia attraverso la costruzione di grandi opere come case comunali, chiese, teatri, stazioni, scuole, edilizia residenziale pubblica, opere pubbliche, etc.; un fermento intellettuale concretizzatosi, peraltro, anche nella pianificazione del territorio con conseguenti Piani Regolatori molti dei quali furono alla base della fondazione di nuove città e centri abitativi dislocati su tutto il territorio nazionale.
Durante quel decennio sorsero circa 74 centri, tra città, borgate e villaggi, oggi ricordati come “Città di Fondazione” e con questa formula si è voluto porre l’accento proprio sulla loro data certa di nascita in un territorio come quello italiano dove in genere i centri abitati hanno radici millenarie. L’architettura ivi realizzata sembra dare concretezza alle città metafisiche che vent’anni prima, tra il 1909 ed il 1918, Giorgio De Chirico aveva dipinto nei suoi quadri ed oggi il riuscire a trovare la loro storia e l’analizzarla vuole dire ritrovare e mantenere l’identità culturale del territorio.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Novembre 2011 07:23 |

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