| Nota Stampa convegno "Il risparmio energetico nell’edilizia" |
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| Scritto da Uria admin |
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Uria – Il risparmio energetico nell’edilizia. Conferenza Nazionale Aniai 2006 Nell’accezione comune di risparimo energetico il primissimo pensiero viene associato ai mezzi di trasporto e locomozione, ai combustibili e a tutto il derivato delle produioni industriali. In una statistica oggettiva, tuttavia, il quadro risulterebbe incompleto almeno per un terzo, quel 33% circa rappresentato dal bene d’uso quotidiano meno considerato come inquinante. A torto. Il comparto dell’edilizia infatti, soprattutto quello già esistente sul territorio, porta con se un bagaglio, oltre che di formale fascino, di consumi oggi considerabili irrazionali comunque ben riducibili con pochi accorgimenti.
In questo contesto si innesta di diritto, pressante e prepotente, tutto quello che concerne le nuove realizzazioni, le quali devono rispettare ferree leggi e regolamenti imposti sulla sicurezza, sui materiali, certificazioni che divengono garanzia trasversale del bene stesso. Un circolo di tutte quelle menti esperte chiamate a concorrere nel ciclo produttivo che parte dalla committenza a chi materialmente esegue il progetto e realizza l’opera, passando per i tecnici che hanno modo di avvalersi dei frutti di una ricerca portata avanti da università ed industria, sempre sensibili ed in prima linea nei confronti di uno sviluppo sostenibile e della compatibilità del difficile rapporto Uomo Ambiente. “È necessario fare chiarezza su quello che un edificio rappresenta –prosegue Sapio-. Per le nuove realizzazioni, le garanzie vengono dalla puntuale applicazione delle leggi e dei regolamenti, mentre invece è tutto il costruito che deve essere indagato e conosciuto. Il nostro patrimonio edilizio ha molteplici caratteristiche e peculiarità, differenze di epoche e di necessità sono le linee di demarcazione. Differenze che in un bilancio non da poco, che derivano da benessere e dai progressi della ricerca”. Un momento di proficua aggregazione di mondi coinvolti all’interno di un sistema, che ha permesso il consolidarsi della volontà di occuparsi ogniuno nelle proprie specificità e tutti sotto la stessa egida di un problema. Un convegno punto di partenza dal quale non sono emerse conclusioni ma domande alle quali dare risposte, costruttivamente e fattivamente, che ha permesso nuove prosepettive di studio e ha messo in cantiere qualcosa in più della semplice routine che la progettazione impone. La consapevolezza di una lungimiranza che si impone come strato primo di una contingenza ecologica. Di convivenza sostenibile.
Ns/2006 |



