| Efficienza Energetica: Abstract intervento on. Giancarlo D'Alessandro |
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| Scritto da Uria admin |
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INTERVENTO DELL’ASSESSORE D’ALESSANDRO
Il Rapporto Brundtland del 1987 definiva lo sviluppo sostenibile quello che “risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze”. Questa definizione è di chiara connotazione antropocentrica mentre è ormai evidente che anche la questione ambientale va inserita nella logica della crescita sostenibile, individuando un nuovo equilibrio tra sviluppo e risorse; ciò che possiamo sintetizzare nella cd regola dell’equilibrio delle “tre E: ecologia, equità, economia”. L’energia, i rapporti con l’ambiente e lo sviluppo eco-compatibile sono inevitabilmente al centro delle agende politiche più sensibili. In primo piano sono soprattutto gli aspetti relativi alle nuove fonti di approvvigionamento, ma anche gli effetti del consumo energetico sull’ambiente. Una vera sfida per le istituzioni nazionali ed internazionali, per gli attori sociali e per gli stessi cittadini. Forti di una nuova “consapevolezza energetica” oramai diffusa, questa Amministrazione è sempre più convinta di portare avanti quelle politiche di sviluppo eco-compatibile e di risparmio energetico già avviate da qualche anno, con la delibera n. 282/01 e, soprattutto, con la delibera n. 48/06; mentre è in corso, in queste settimane, la predisposizione delle Linee Guida per il Piano Energetico-Ambientale. Nelle nuove edificazioni e nelle manutenzioni abbiamo messo a punto “operazioni di valore” che attuano il contenimento dei consumi, utilizzano materiali totalmente ecocompatibili (come per gli asili nido in ultimazione a Torresina, Anagnina, Osteria del Curato e Settecamini – ecocompatibili al 100% e interamente in legno), sfruttando fonti energetiche alternative. Le strutture dell’immediato futuro devono essere in armonia con l’ambiente in cui sono collocate e in grado di consumare poco, producendo da sole gran parte o, addirittura, tutta l’energia di cui hanno bisogno per le diverse attività che in esse si svolgono. Come vuole sottolineare il convegno di oggi, è necessario sviluppare un’azione integrata tra le diverse tecnologie, tra i diversi metodi e strumenti finalizzati al risparmio energetico in modo da massimizzare i risultati. Per questo, stiamo progressivamente prevedendo l’inserimento di serre bioclimatiche nei nidi ma anche l’impiego di infissi esterni con speciali caratteristiche per il ricambio meccanico dell’aria e la realizzazione di tetti fotovoltaici e ventilati. Negli ultimi anni il Dipartimento dei Lavori Pubblici ha dotato oltre 100 asili nido di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria. Questo dato va ad aggiungersi ai pannelli installati nelle strutture scolastiche di nuova costruzione (circa 20). E ancora, ad oggi abbiamo installato più di 40 impianti fotovoltaici su edifici scolastici sia esistenti che di nuova realizzazione. C’è ancora molto da fare e molte sono le risorse economiche che dovremo impegnare. E’ evidente, però, che abbiamo tutto da “guadagnare” da scelte che, anche se talvolta percepite come dispendiose, sono in realtà molto “remunerative”in senso lato nel lungo termine . Come ha detto qualche settimana fa il Ministro Bersani, il tema ambientale non deve diventare l’apocalisse dei tempi moderni ma essere una sorta di “driver” per lo sviluppo sostenibile. Ecco perché dobbiamo investire molto di più nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie che individuino soluzioni d’avanguardia, favorendo l’ ispessimento di conoscenza, di approfondimento, di confidenza con l’intero bagaglio metodologico che il mondo della ricerca può mettere a disposizione. Vorrei soffermarmi anche su un altro fondamentale aspetto, connesso all’attività che svolgo quotidianamente. La realizzazione di strutture fatte di materiali interamente ecocompatibili, e quindi riciclabili, può aiutarci a risolvere quello che sono già problemi enormi: l’ingombrante esistenza di materiali di risulta, nocivi per noi e per l’ambiente, da “ricollocare” una volta che gli edifici terminano il loro ciclo di vita, e di terre da scavo che, alla luce delle normative europee, moltiplicano l’esigenza di programmare adeguatamente lo smaltimento di quelli che sono ormai considerati rifiuti speciali. Ritengo, infine, necessaria una ulteriore notazione. La ricerca, la sperimentazione, le soluzioni tecniche sono sicuramente utili, se non indispensabili. Rischiano, però, di non essere sufficienti se non sono accompagnate anche da una profonda trasformazione “culturale” della nostra società. E’ necessario sviluppare, cioè, un forte senso di responsabilità personale e determinare un cambiamento concreto già a partire dalle nostre abitudini quotidiane. Finita la stagione del disinteresse, dovrebbe essere ormai chiaro a tutti, amministratori e comuni cittadini, che i costi legati all’inerzia in ambito energetico ed ambientale sono troppo alti, e che parlare di sviluppo a prescindere da scelte innovative significa essere irresponsabili. |



