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Scritto da Uria admin   

COMUNICATO STAMPA

Alla fine degli anni ’70, nel centro direzionale della Magliana, lungo l’autostrada per l’aeroporto di Fiumicino, venne inaugurata la nuova sede della Esso Italia, un edificio innovativo noto a tutti i romani e riferimento per i milioni di turisti diretti a Roma dallo scalo aeroportuale.

L’edificio, progettato dall’ing. Gaetano Rebecchini e dall’arch. Julio Lafuente,  è un edificio inconsueto che con la sua  brillante forma a tre ventagli risolve anche le difficoltà tecniche dovute ad un sottosuolo incoerente; tutte le forze della costruzione di ben 8 piani completamente realizzata in acciaio, risultano concentrate su pali di grande diametro profondi fino a 70 metri.

Per la sua originalità ed il valore architettonico, l’edificio nel 1980 ha meritato il premio Inarch e nel 2002 è stato inserito nella “carta per la qualità” del nuovo PRG di Roma; documento con il quale vengono indicati gli edifici soggetti a particolare tutela e quindi al rispetto delle loro caratteristiche architettoniche. Infatti nel degrado e nella mancanza di qualità architettonico-urbana delle periferie, ormai sotto gli occhi di tutti, quest’ opera evidenzia un uso sofisticato  delle volumetrie e dei prospetti, dove vuoti e pieni si susseguono in un’organizzazione  complessa degli spazi: un interessante rapporto tra architettura e contesto urbano, tra stile contemporaneo e identità.

Questa è la sicura storia di ieri dell’edificio a triangoli rovesciati che riveste nell’immaginario collettivo l’identità dell’architettura moderna romana. Ma quale sarà il suo futuro?

Che fine farà  quest’espressione artistica, figurativa e tecnologica dell’architettura?

L’edificio è oggetto di ristrutturazione e l’URIA  si chiede quale tutela viene riconosciuta a quest’opera che “vista”, “letta”,  “compresa” e “assimilata” dall’autostrada ne diventa elemento territoriale e distintivo, in una continua ricerca della qualità.

“Non possiamo e non dobbiamo trovarci – dichiara l’arch. Giancarlo Sapio, Presidente dell’URIA – di fronte ad opere di ristrutturazione che modificheranno in modo irreversibile l’architettura rappresentativa di un’epoca e per di più apprezzata dalla critica internazionale e pubblicata dalle più importanti riviste di architettura.  Non comprendiamo poi perché chi ha avuto la fortunata occasione di acquisire un edificio unico e rappresentativo voglia poi disperdere tale patrimonio artistico appartenente alla collettività”..

Difendiamo Roma e le sue opere. L’URIA ancora una volta vuole richiamare l’attenzione non solo delle Autorità competenti ma anche del semplice cittadino affinché non si  corrompa un’opera architettonica soggetta a particolare tutela e si garantisca il diritto d’autore dei professionisti che hanno saputo ideare una costruzione di così alto ingegno divenuta ormai parte integrante del paesaggio urbano.

Roma 15 aprile 2009