Home Stampa ROMA: LA RICOSTRUZIONE DI TOR BELLA MONACA?
ROMA: LA RICOSTRUZIONE DI TOR BELLA MONACA? PDF Stampa E-mail
Comunicati stampa
Scritto da Uria admin   

COMUNICATO STAMPA

 

La dichiarazione del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale nel corso di un dibattito tenutosi a Cortina ha annunciato di voler abbattere il quartiere di Tor Bella Monaca, nella periferia est della città e di ricostruirne un altreo ex novo poco distante, ci lascia piacevolmente stupiti ma anche un pò preoccupati.

Infatti, pur condividendo l'idea di base della demolizione di edifici obsoleti, degradati, antiquati, pericolosi, fatiscenti, magari sorti abusivamente su aree vincolate, e la successiva ricostruzione di nuove cubature secondo le norme dettate dal P.R.G. e secondo le normative vigenti in materia di sicurezza (concetto, questo, che l'URIA porta avanti da decenni), riteniamo che radere al suolo un intero quartiere per poi ricostruirlo non sia cosa da poco.

Inanzitutto c'è da chiedersi: ma è proprio tutto da demolire quello che è stato costruito a Tor Bella Monaca o qualcosa si può salvare? E chi stabilirà cosa demolire e cosa lasciare? Quanto durerà l'operazione? Anni? Lustri? Decenni? E nel frattempo tutti gli abitanti del quartiere dove andranno? E ancora: per il nuovo ipotetico quartiere sarà previsto un programma di manutenzione per gli edifi privati, per quelli pubblici, per le aree verdi per i parchi pubblici, per gli impanti sportivi? Un programma di manutenzione rigoroso e rispettato da tutti deve essere alla base di qualunque progetto di costruzione o ricostruzione: se un edificio, un isolato, un quartiere, una città non vengono mantenuti a dovere prima o poi vanno in rovinae con essi i loro abitanti.

Siamo convinti che se il Sindaco di Roma ha fatto un annuncio così importante, avrà sicuramente nel cassetto un programma dettagliato di questa iniziativa redatto da professionisti qualificati e lo tirerà fuori al momento opportuno. Inutile ora dilungarsi con dichiarazioni e commenti (come molti hanno già fatto) e aspettiamo di vedere quanto meno uno studio di fattibilità augurandoci che tutto questo non sia una bountade di mezza estate.

Roma, 25 agosto 2010