Home Stampa Articoli Ricordo degli architetti Angella e Cercato
Ricordo degli architetti Angella e Cercato PDF Stampa E-mail
Scritto da Uria admin   

Ci sono persone che, nel  bilancio della loro esistenza, riescono a dare più di quanto hanno ricevuto. Per questo, quando ci vengono a mancare, se ne avverte la mancanza ed il rimpianto di non aver goduto di più della loro preziosa presenza. Il 2005 è stato un anno tristissimo per la morte di due nostri amici, l’arch. Francesco Angella e l’arch. Paolo Cercato che hanno partecipato con passione e calore alla vita della nostra Unione.

 

Francesco Angella

Alle prime luci dell’alba del 1° agosto è deceduto presso il Reparto di Terapia Intensiva del Centro Trapianti del Policlinico Umberto I  di Roma il nostro Socio, arch.  Francesco Angella,  da poco cinquantenne; data  fatale perché nello stesso giorno di anni addietro era venuto a mancare il nonno, ing. Paolo Angella, Consigliere dell’URIA ai tempi in cui era presidente il sindaco di Roma sen. ing. Salvatore Rebecchini. Nonostante la lunga attesa accettata serenamente e il trapianto effettuato con esiti positivi, Francesco si è improvvisamente aggravato a seguito di un’infiammazione virale che ha stroncato in pochi giorni il suo fisico disabilitato, quando ormai sembrava pronto per il rientro a casa.

Pur provenendo da una famiglia di ingegneri si era laureato in architettura e dopo il servizio militare nel Corpo dei Vigili del Fuoco era entrato nell’impresa familiare collaborando con il padre Enrico e lo zio Gottardo. Contemporaneamente, nei primi anni, aveva svolto attività di docente nella scuola, con ottimi risultati, interrompendola bruscamente alla morte del padre, per sostituirlo a tempo pieno nel suo lavoro.

L’attività professionale spesso l’ha portato  fuori Roma  non consentendogli d partecipare alla vita associativa come avrebbe voluto ma ci ha sempre seguito con attenzione e partecipazione e desideriamo ricordare con delicata malinconia la Sua ultima presenza ufficiale, già gravemente malato, ai Seminari  tenuti dal prof. ing. Arch. Michetti. Richiese l’attestato di frequenza soprattutto come segno di vitalità, proiettandosi, nonostante la malattia, verso il futuro e tenendosi aggiornato con il computer da casa attraverso i siti inerenti l’Architettura e l’Ingegneria. Tra gli altri effetti personali è stata trovata la tessera personale dell’URIA che sarà tenuta come ricordo dal fratello Paolo, nostro Consigliere, intrattenendo con lui rapporti personali di comunione e amore fraterno.

Resta per noi indimenticabile la Sua compostezza, la Sua serietà , la Sua serenità che traspariva dal sorriso gentile, dalla sua parola cortese, consapevoli di aver avuto il privilegio di  aver conosciuto un collega dalle grandi doti.

 

Paolo Cercato

Architetto completo che in oltre quarant’anni di professione è stato chiara espressione della “progettazione integrale”. Professionista serio, sensibile e razionale cui non mancava la poesia dell’ardire. Uomo colto, raffinato, disponibile e cosciente, Amico sincero e ben disposto. Questi sono i primi ricordi che mi vengono in mente alla notizia della perdita di Paolo.

E’ con stima e simpatia particolare che rivolgo un sentito pensiero all’amico con il quale ho spesso parlato e discusso sui problemi della nostra professione, sul futuro della nostra città che amava intensamente tanto che sulla nostra Rivista teneva la Rubrica La Finestra sulla città”: Un uomo che desidero definire “gentile”, e da buon veneziano era cordiale e pronto alla battuta ed alla risata.

Cercato amava la  professione ed ogni suo intervento dimostra  scelte organiche; in tale ottica ricordo il complesso per esperienze marittime Estramed di Pomezia, nella cui  progettazione la “logica”  si compenetra al fascino del sistema strutturale. Numerosi poi sono stati gli interventi nelle aree commerciali e negli spazi esterni di villa Borghese a Roma ma sicuramente appare di grande rilievo il complesso parrocchiale San Giuseppe Cottolengo realizzato nella “Valle delle Fornaci” (zona ovest di Roma) nella cui realizzazione è stata salvata la Fornace Veschi la cui demolizione sarebbe stata vissuta dai progettisti come un abuso offensivo.

Il Massimo a Roma è stato un simbolo per numerosi alunni, progettato nel 1887, per lunghi anni dopo che l’Istituto si era trasferito all’Eur fu oggetto di proposte e di progetti fino al 1982 quando Cercato ebbe l’incarico del restauro e adeguamento completo. Lavorò per lunghi 5 anni ma vedrà l’opera conclusa da altri professionisti.

Il restauro e la ristrutturazione del complesso monumentale “Loggione Cavallerizza” a Teano lo hanno coinvolto per oltre un decennio; un’opera il cui risultato è sicuramente di grande prestigio ma non desidero continuare in un’arida elencazione di lavori da cui sicuramente traspare il valore del professionista e l’amore dell’uomo ma che sarebbe riduttiva nei confronti di un animo gentile che ha contribuito a segnare il volto della Capitale