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IL TEVERE, IL TERRITORIO, L’AMBIENTE: un grande parco dalla sorgente alla foce
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Ancora pochi chilometri di territorio umbro e il Tevere entra nel Lazio all’altezza di Orte. Subito dopo riceve da sinistra la Nera e da qui il Tevere perde il carattere torrentizio che lo ha contraddistinto fin dalla sorgente con acqua bassa a scorrimento veloce ed elevata turbolenza ed assume carattere   lentico e regime tipicamente fluviale che lo accompagnerà sino alla foce.

Da Magliano Sabina a Roma il Tevere attraversa un territorio di particolare pregio ambientale, caratterizzato dal paesaggio tipico della Campagna Romana e dalla presenza di complessi architettonici di elevato interesse storico-artistico, come l’Abbazia di Farfa, la Chiesa di S. Andrea in Flumine, il Castello di Fiano Romano, i nuclei storici di alcuni centri minori (Magliano Sabina, Torrita Tiberina, Nazzano Romano, ecc). Il fiume è inoltre parte integrante della Riserva Naturale di Nazzano – Tevere – Farfa, istituita nel 1977, che si estende su un’area di 700 ettari, considerata zona umida di “interesse internazionale”, come indicato dalla Convenzione di Ramsar del 1971.

Poco a nord del Grande Raccordo Anulare il fiume si incunea tra due aree protette di rilevante importanza: il Parco di Veio e la Riserva della Marcigliana.

Il tratto urbano del Tevere (all’interno del G.R.A.) è fortemente penalizzato sia nell’area del centro storico per la presenza dei muraglioni ottocenteschi, che costituiscono un elemento di netta separazione tra il fiume e la città, sia nelle zone periferiche, parte delle quali sono abbandonate all’incuria e al degrado. Fa eccezione il breve tratto di fiume compreso tra Ponte Risorgimento e Ponte Matteotti, sulle cui sponde ricoperte da rigogliosa vegetazione, è stata istituita un’oasi cittadina gestita dal WWF.

A sud di Roma, all’interesse paesaggistico si unisce la straordinaria ricchezza archeologica di luoghi di grande valore storico ed artistico. Nell’ultima parte del suo corso, il Tevere, passato il Castello della Magliana, dimora di caccia dei Papi del Rinascimento, lambisce la Riserva Naturale Tenuta dei Massimi e attraversa la Riserva Statale del Litorale Romano, caratterizzata dalla presenza di un eccezionale patrimonio storico-archeologico che comprende l’area di Ostia Antica, i Porti Imperiali di Claudio e di Traiano, la Necropoli di Porto, la Villa di Plinio, il Castello di Giulio II e numerosi torri medievali e rinascimentali.

Poco prima dell’antico Porto di Traiano il fiume si biforca in due rami distinti: il ramo di Ostia, la vera foce, e il così detto Canale Navigabile,  che confluisce in mare all’altezza di Fiumicino.