| IL TEVERE, IL TERRITORIO, L’AMBIENTE: un grande parco dalla sorgente alla foce - Pagina 4 |
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Questa rapida carrellata sul corso del Tevere dalla sorgente alla foce, ci consente di introdurre un argomento che sta molto a cuore all’U.R.I.A. e di riprendere un’iniziativa, di cui si cominciò a parlare già nel 2001, riguardante l’istituzione di un grande parco per il Tevere. Risale appunto al 2001 il programma comune tra U.R.I.A., ACI di Roma e Lega Navale Italiana Sezione di Roma, per l’istituzione di un Parco Fluviale lungo il tratto del Fiume Tevere compreso nel territorio della Regione Lazio. In quell’occasione si stabilì di comune accordo quella che doveva essere l’idea da cui partire: e cioè che un Parco Fluviale dovesse comprendere sia il corso d’acqua vero e proprio, con argini, golene, rive, spiagge e isolotti, sia una fascia di territorio (di ampiezza variabile) lungo ciascuna sponda, due zone in stretta relazione tra loro, ma dotate di caratteristiche ambientali completamente differenti. Il fiume, che costituisce un biotopo a sé per la presenza di specie animali e vegetali particolari ed insolite, attraversa un territorio che muta in continuazione e, nel suo scorrere verso il mare, incontra paesaggi diversi: ambienti agresti e città, boschi e terreni incolti, zone di elevata qualità ambientale ed aree altamente industrializzate. Si disse che l’istituzione di un Parco Fluviale avrebbe dovuto avere come principali obiettivi la riqualificazione e la valorizzazione non solo del fiume con le sue componenti essenziali, ma anche di una parte di territorio ad esso direttamente collegato. L’intento, dunque, non era quello di creare una “Riserva naturale protetta”, con esclusione totale o parziale dei territori compresi all’interno dei suoi confini da qualunque altra destinazione, oppure di intervenire esclusivamente con vincoli, misure di salvaguardia, divieti e regolamenti che avrebbero penalizzato la collettività. Il fine da perseguire era invece quello di raggiungere una buona interazione tra uomo e ambiente, tra protezione della natura e progresso economico, tra conservazione di ecosistemi e sviluppo turistico. Questo concetto essenziale fu più volte ribadito dall’U.R.I.A. in occasione di tavole rotonde, convegni e conferenze, come ad esempio all’ “Incontro programmatico interregionale” sul Tevere, promosso dall’Associazione Nuova Ellade nell’aprile 2002, o anche al Convegno Internazionale “Forum Tevere”, organizzato dall’ACER nell’ottobre del 2002. Molto probabilmente si ispirò all’idea dell’U.R.I.A. l’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, quando nel maggio del 2003, in occasione dell’Anno Mondiale dell’Acqua, presentò, nel corso di una tavola rotonda, una proposta di legge per la creazione di un Parco Fluviale del Tevere interregionale. Questa ipotesi, supportata da una serie di indagini sulla storia, la cultura, l’ambiente e il paesaggio dell’area presa in esame, perseguiva obiettivi analoghi a quelli dell’U.R.I.A., come il “recupero e la valorizzazione ambientale e culturale delle aree attigue al fiume” oppure la "tutela dell’ambiente e lo sviluppo economico” o anche la “promozione della ricerca scientifica e delle attività didattiche”. Concetti, questi, riportati nella bozza di protocollo d’intesa che la Regione Lazio intenderebbe stipulare con le altre regioni attraversate dal fiume.
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