| Trasporti intermodali nel Lazio |
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Pagina 1 di 4 Laura PLATANIA Negli ultimi decenni la fascia costiera del Lazio ha subito un veloce processo di crescita, non accompagnata da un parallelo incremento delle infrastrutture per il trasporto, indispensabili per lo sviluppo economico. La mancata coordinazione degli interventi ha determinato una crescete carenza infrastrutturale in rapporto al continuo aumento della domanda di mobilità casa-lavoro. Occorre infatti evidenziare che il pendolarismo è un fenomeno crescente conseguente alla localizzazione di quartieri residenziali di “corona”, sviluppatisi privi di adeguata programmazione di miglioramenti della mobilità e dell’adeguamento delle infrastrutture esistenti.
Un breve esame degli attuali collegamenti città-mare nella nostra regione, mette in luce le gravi carenze di tipo infrastrutturale e l’inadeguata qualità del servizio offerto. Il forte squilibrio a favore della mobilità privata su strada, la disomogeneità dei servizi nelle diverse aree della regione, la carenza del trasporto pubblico per raggiungere le località costiere, l’inadeguatezza della rete stradale e autostradale, l’inadeguatezza della rete ferroviaria, la mancanza di metropolitane leggere, la debolezza del trasporto pubblico su gomma che interseca i flussi privati, sono le problematiche principali che ostacolano la necessaria l’intermodalità. Un’analisi del quadro attuale del volume del traffico conferma l’assoluta prevalenza sul trasporto privato su strada: l’80% degli abitanti delle zone costiere si sposta esclusivamente con il mezzo privato, il 12% in treno e l’ 8% in autobus. Inoltre il 75% del traffico autostradale del Lazio interessa distanze di ordine locale, cioè inferiori a 100 Km. Il risultato di tutti questi problemi è la continua congestione stradale nell’area romana: Grande Raccordo Anulare, Pontina, via del Mare ed Aurelia sono inadeguate a supportare il traffico in continuo aumento. Si vede facilmente che senza adeguate risposte alla domanda di trasporto, si arriverà in tempi brevissimi alla saturazione delle residue capacità della rete. Si sente l’esigenza di programmare e sviluppare un sistema infrastrutturale in cui la capacità di trasporto non sia valutabile unicamente per modalità di spostamento, ma sia costituita da segmenti intercambiabili della catena. L’azione pianificatoria si deve concentrare quindi sulla opportunità di concatenazione dei vari sistemi di trasporto (gomma, ferro e mare) in modo che sia veloce, confortevole ed economico e pertanto vincete sul mezzo privato. Per rendere possibile tale concatenazione bisogna adottare un approccio sistematico che, individuando tutti i segmenti degli itinerari effettuati dalle persone, porti ad ottimizzare costi, tempi e qualità del servizio, le tre voci chiave dell’offerta.
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