| Trasporti intermodali nel Lazio - Pagina 2 |
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Come per la definizione “Autostrada del Mare”, che viene utilizzata per indicare il trasporto coordinato su percorsi tracciati (le strade terrestri) e non tracciati ( le strade marittime), anche con l’espressione “Metrò del mare” si intende un sistema marittimo congiunto a quello ferroviario, che possa offrire un servizio veloce e pratico. Nella regione bisogna puntare sul ferro, potenzialmente in grado di competere con il mezzo privato per comodità, per la centralità delle stazioni origine-destinazione, per la minor differenza dei tempi attesi di percorrenza rispetto alla gomma. E’ evidente che si deve assicurare una elevata frequenza e la qualità dei servizi resi alla clientela. Nel mercato dei passeggeri si distinguono almeno due gruppi secondo le caratteristiche e le motivazioni di viaggio: i viaggi per affari o pendolarismo (elevata disponibilità a pagare e richiesta di regolarità e frequenza nei collegamenti, flessibilità nei sistemi di prenotazione e di uso dei titoli di viaggio e massima affidabilità e confort), e i viaggi per turismo, tempo libero o vacanze (presenza di servizi ferroviari e marittimi in alternativa alla comodità offerta dal mezzo privato). Ciascun segmento può utilizzare modi, o combinazioni di modi diversi in relazione al tipo di viaggio (origine/destinazione/orario/ecc..). L’obbiettivo è quello di garantire la possibilità di scelta e qualità, a costi minimi, per il soddisfacimento dei bisogni di mobilità. Naturalmente questa mobilità integrata di trasporto deve essere studiata e pianificata per offrire alle varie tipologie di utenti un servizio efficiente e deve rispondere a importanti domande logistiche come la frequenza, la regolarità, l’affidabilità, la rapidità, la flessibilità, la sicurezza, il comfort e l’economicità. Il lavoro di integrazione delle infrastrutture per il trasporto deve camminare parallelamente alla riorganizzazione dei poli di interscambio, per poter assicurare un servizio omogeneo sul territorio. Nei moderni sistemi intermodali i punti di interscambio tra i diversi mezzi di trasporto giocano il ruolo fondamentale di piattaforme plurinodali e polifunzionali (nodi), destinate allo smaltimento degli utenti (intermedi e finali) ed alla gestione di attività commerciali e servizi. Per ottimizzare l’impiego di più mezzi all’interno della stessa catena, minimizzando gli effetti negativi sui viaggiatori, bisogna concentrare nei nodi iniziali e/o intermedi e/o finali di un viaggio sistemi di trasporto collettivi, quali navette ed autobus. Questo accorgimento è maggiormente significativo proprio in quei porti, come quello di Civitavecchia, nei quali la stazione ferroviaria è a una distanza dal porto, che non può essere coperta a piedi. Non a caso il nuovo Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL) ha ritenuto prioritario il rafforzamento dei nodi portuali con la creazione di mezzi di integrazione delle infrastrutture con servizi di trasporto per la connessione multimodale, con l’obbiettivo di promuovere il trasporto marino in alternativa al trasporto privato su strada dei traffici regionali e nazionali. Particolare attenzione deve essere posta anche all’obiettivo di promuovere l’uso dei mezzi a minor impatto ambientale e a più elevata sicurezza. Aspetto importante è il contributo che il sistema integrato può offrire alla riduzione del forte impatto ambientale, che grava il sistema infrastrutturale odierno, con danni su scala globale, quali i cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico, e fenomeni negativi localizzati, come l’aggravamento dell’inquinamento acustico lungo le grandi direttrici di traffico, i danni alla stabilità del suolo e all’equilibrio idrogeologico. Collegandosi alle grandi problematiche ambientali della nostra epoca, la navigazione a corto raggio è considerata come un ottimo rimedio alla congestione del traffico terrestre e come correttivo per raggiungere la sostenibilità ambientale e di sicurezza ai fini del rispetto degli obbiettivi sottoscritti a Kyoto. L’UE ha dettato indicazioni precise per incrementare la navigazione a corto raggio o short shipping, emanando una serie di direttive importanti per raggiungere a breve in Europa un livello adeguato di mobilità sostenibile.
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