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UN GRANDE PROGETTO PER ROMA CAPITALE
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Il Palazzo del Ministero delle Finanze sorse in un appezzamento di terreno coltivato ad orto di proprietà dei frati Certosini della Basilica di S. Maria degli Angeli. La consegna dell’area avvenne nel 1872 e il 1° aprile di quello stesso anno ebbero inizio i lavori secondo il progetto redatto dall’architetto Raffaele Canevari, il quale aveva rielaborato uno studio precedente proposto dall’ingegnere e imprenditore milanese Luigi Tatti. I lavori durarono cinque anni, molto di più dei 24 mesi previsti, dato che furono rallentati dal ritrovamento di diversi reperti archeologici e anche i costi aumentarono notevolmente rispetto allo stanziamento iniziale di Lire 5.808.000.

L’inaugurazione ufficiale avvenne nel settembre del 1877 e il passaggio al Demanio dello Stato il 20 aprile 1881. L’edificio appariva di una grandiosità unica, il più grande di tutta la città, quasi un Louvre romano, dato che in effetti si richiamava ai progetti del Bernini per il Palazzo Reale di Parigi. Anche l’interno si presentava elegantemente rifinito con pregevoli decorazioni realizzate da alcuni dei più noti artisti dell’epoca, come Cesare Mariani, che realizzò gli affreschi della Sala Gialla, Francesco Pieroni, Luigi Martinori, Eugenio Agneni, Virginio Monti, Domenico Bruschi e Davide Natali, che si occupò della decorazione della biblioteca. Un particolare degno di nota è che ogni spazio all’interno del Palazzo è collegato con tutti gli altri con un particolare sistema geometrico ripetitivo di percorsi, che permette di raggiungerne ognuno senza mai uscire all’esterno. Una sorta di segreto che caratterizza l’edificio.

Nel corso degli anni successivi vennero costruiti altri Ministeri lungo l’asse stradale costituito dalle attuali Via del Quirinale-Via XX Settembre-Via Nomentana. Dal 1875 al 1889 il Ministero della Guerra (oggi della Difesa), ubicato tra Via delle Quattro Fontane e Via Firenze; vent’anni più tardi (1908-1912) il Ministero dell’Agricoltura, adiacente al Convento di S. Maria della Vittoria e, tra il 1911 e il 1925, il Ministero dei Lavori Pubblici, fuori porta Pia all’inizio della Via Nomentana. Tutta l’area circostante, da Castro Pretorio a Magnanapoli, da Porta Salaria a Termini andò riempiendosi di palazzi per uffici ma anche di case da abitazione. Altri palazzi pubblici furono realizzati prima della fine del secolo lungo la Via Nazionale, che stava diventando la strada più elegante della capitale: il Palazzo delle Esposizioni, costruito tra il 1877 e il 1889 su progetto di Pio Piacentini e il Palazzo della banca d’Italia, iniziato nel 1887 e terminato quindici anni dopo, un monumentale e massiccio edificio disegnato da Gaetano Koch. Tra il1878 e il 1880, infine, su parte del parco di Villa Strozzi, che de Merode aveva acquistato pochi anni prima, era sorto il Teatro dell’Opera.