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UN GRANDE PROGETTO PER ROMA CAPITALE
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Il grande Palazzo delle Finanze, quindi, ormai sprofondato nel caos quotidiano, assediato dal traffico, soffocato dai fumi dello smog, guardato distrattamente dai Romani e dai turisti non come un’opera di rilevante architettura, ma solo come un Palazzo del potere, rinascerebbe a nuova vita e rappresenterebbe un polo d’attrazione di straordinario interesse.

Questo progetto, inoltre, coinvolgerebbe per forza di cose anche tutta la zona circostante, fino a pensare ad una ricucitura con l’area archeologica delle Terme di Diocleziano e ad una generale riqualificazione di questo settore di città caratterizzato dalla presenza di un inestimabile patrimonio storico, archeologico, culturale e ambientale; verrebbero così coinvolte e riqualificate non solo Via XX Settembre, ma anche Via Goito, Via Cernaia, Largo S. Susanna, Via V. Emanuele Orlando, Via Giuseppe Romita, Via Pastrengo e le piazze adiacenti, con la conseguente modifica del traffico locale che non andrebbe in alcun modo a pesare sulla circolazione veicolare.

L’intervento così previsto appare come una vera e propria rigenerazione urbana e cioé un’appropriata risoluzione dei problemi ed un miglioramento economico,  sociale,  ambientale di un’area soggetta a trasformazione. Infatti da elemento di  discontinuità del tessuto urbano andrebbe a riconquistare il ruolo di vera “Porta della Città” e si connetterebbe in modo funzionale con piazza Esedra, che costituisce il primo impatto con la straordinaria monumentalità di Roma percepito da chi giunge in città con il treno e scende alla Stazione Termini. Così il turista appena arrivato verrebbe senza interposizioni a trovarsi davanti alle Vestigia delle Terme di Diocleziano, le quali, così come oggi appaiono nascoste anche alla vista del cittadino romano, domani sarebbero adeguatamente valorizzate. Avremmo così una vera e propria “Porta di Ingresso”  adeguata alla città. Un quadrante che, rivisto sotto la luce nuova del progetto di riqualificazione, diventa così elemento pulsante del centro città, un ulteriore richiamo per forme eterogenee di turismo.

Infine l’attuazione di un simile progetto potrebbe dar luogo ad altre interessanti iniziative coinvolgenti anche altre parti del centro storico. Un programma che dovrebbe comprendere alcuni tra i punti fondamentali della pianificazione urbana: dal cablaggio degli edifici all’uso razionale del sottosuolo, dalla corretta manutenzione del patrimonio immobiliare al recupero della funzione abitativa, dall’arredo urbano al verde, dalla ristrutturazione della rete commerciale alla mobilità e al piano dei parcheggi.

Quello che auspichiamo è una “Città della Cultura” nel centro della città, costituita da edifici storici sapientemente ristrutturati e dotati di alta tecnologia, facilmente accessibile, pulita, moderna ed efficiente, la quale rappresenterebbe un evento importante per i cittadini e per i turisti italiani e stranieri e accorcerebbe senza dubbio il divario che c’è sempre stato tra Roma e le altre capitali europee, restituendo alla città il decoro e la dignità che le spettano.

 

*   Presidente dell’U.R.I.A. – Unione Romana Ingegneri Architetti

** Vicepresidente dell’U.R.I.A. – Unione Romana Ingegneri Architetti