| UN GRANDE PROGETTO PER ROMA CAPITALE - Pagina 4 |
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All’inizio del ‘900 gli abitanti di Roma erano 520.000. L’area compresa tra Porta Pia, Castro Pretorio, la Stazione Termini, l’Esquilino, il Viminale era ormai tutta costruita e altri quartieri stavano sorgendo fuori porta lungo le strade consolari (Flaminia, Salaria, Nomentana) e poi a San Lorenzo, a San Giovanni e a Testaccio. Perfino la zona dei Prati di Castello, dapprima scartata dalle varie Commissioni perché giudicata insalubre, era stata lottizzata ed erano già in corso le prime costruzioni. Nel 1930, sessant’anni dopo la breccia di Porta Pia, Roma contava 1.000.000 di abitanti e la città si era espansa in ogni direzione: i quartieri residenziali abitati dalla media e alta borghesia erano nell’area nord della città, tra Salaria e Nomentana; quelli più popolari a est e a sud, lungo la Prenestina, la Casilina, l’Appia. Oggi, a quasi un secolo e mezzo dalla proclamazione di Roma Capitale, gli abitanti residenti sono 2.800.000, ma a questi se ne devono aggiungere altri 1.200.000 provenienti da altri Comuni della Provincia o perfino da altre Province, che ogni giorno entrano in città per raggiungere il loro posto di lavoro. E’ un numero enorme di persone che transitano quotidianamente in una città in cui è sempre più difficile vivere, spostarsi, parcheggiare, prendere un mezzo pubblico o semplicemente passeggiare. In particolare, una parte rilevante del Centro Storico è stata occupata dalla così detta “Città Politica” con innumerevoli edifici adibiti a uffici ministeriali, e della Presidenza del Consiglio, sedi di partito, uffici per deputati e senatori, sedi di rappresentanza delle Regioni, ecc.. Per questo motivo la configurazione della città è notevolmente cambiata: quella, delimitata dalle Mura Aureliane, è ormai diventata un grande centro contenente molteplici realtà molto spesso non coordinate fra loro e che causano quotidianamente situazioni di disagio per l’intera collettività. Se si aggiunge poi che si è verificato un abnorme sviluppo del Terziario a scapito soprattutto delle attività commerciali, del piccolo artigianato e anche delle case d’abitazione, si comprende come sia quanto mai necessario e urgente un intervento pianificatorio di grande rilievo che ponga fine al caos e al degrado. I Ministeri, infine, fungono da poli d’attrazione per migliaia di persone provenienti dall’area metropolitana, provocando disagi alla circolazione con una notevole produzione di inquinamento e determinando l’invivibilità dei luoghi con conseguente riduzione della residenzialità. Un’interessante proposta di riqualificazione urbana, che l’URIA sta portando avanti, da tempo, dopo attenti studi e analisi sulla trasformazione urbana, riguarda proprio la zona della città oggetto della prima espansione urbana di Roma Capitale, vale a dire quel nuovo asse direzionale di cui si è parlato all’inizio di questo articolo. Si tratta dell’area compresa tra Piazza dei Cinquecento, Piazza S. Bernardo, Via XX Settembre e Porta Pia, una vasta porzione del I° Municipio caratterizzata da una disgregazione della struttura sociale, dal depauperamento della rete commerciale e dall’essere esclusa dai grandi flussi turistici. Tale spazio è un elemento primario della struttura urbana e centro di un rinnovamento dell’abitare nella città contemporanea. E’ necessario, pertanto, un intervento incisivo e risolutivo per ridare respiro e funzioni più equilibrate a questo importante settore di città storica, come occasione non solo di conservazione e riqualificazione, ma anche di sviluppo economico; un insieme d’interventi materiali (progetti) ed immateriali (sicurezza e sviluppo) intenzionalmente integrati ed equivalenti al range dei problemi che si vogliono affrontare.
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